Capire se e come ti riguarda
Verifico se l’azienda rientra tra i soggetti NIS2 e in quale categoria (essenziale o importante), e quali sedi, servizi e attività sono coinvolti. È il passaggio che stabilisce quali obblighi si applicano.
Verifico se la NIS2 riguarda la tua azienda, cosa manca e come rimediare.
La NIS2 è la direttiva europea sulla sicurezza informatica; in Italia è in vigore con il D.Lgs. 138/2024. Verifico se la tua azienda rientra nell’ambito di applicazione, valuto le misure esistenti, individuo le lacune e definisco un piano di intervento.
È la norma che fissa un livello minimo di sicurezza informatica per le organizzazioni che svolgono servizi importanti per l’economia e la società. La vigilanza in Italia spetta all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN).
Le organizzazioni di dimensione almeno media (50 dipendenti, oppure fatturato e totale di bilancio annui entrambi sopra i 10 milioni di euro) che operano in settori come energia, trasporti, banche, sanità, acqua, infrastrutture digitali e pubblica amministrazione, oppure manifattura, alimentare, chimica, rifiuti e servizi postali. Alcuni soggetti rientrano a prescindere dalle dimensioni. Le aziende più piccole possono essere coinvolte indirettamente, se forniscono servizi a un’organizzazione soggetta.
Misure per gestire il rischio informatico: analisi dei rischi, gestione degli incidenti, continuità operativa, sicurezza dei fornitori, controllo degli accessi, formazione. Gli incidenti significativi vanno notificati al CSIRT Italia: preallerta entro 24 ore, notifica entro 72 ore, relazione finale entro un mese.
Gli organi di amministrazione e direttivi approvano le misure, ne controllano l’attuazione e devono seguire una formazione specifica; possono essere ritenuti responsabili delle violazioni. Le sanzioni amministrative arrivano a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato mondiale annuo per i soggetti essenziali, a 7 milioni o all’1,4% per quelli importanti (si applica il valore più alto).
In Italia i soggetti si sono registrati sul portale dell’ACN nel 2025. L’obbligo di notifica degli incidenti è operativo da gennaio 2026; le misure di sicurezza di base andavano attuate entro ottobre 2026 e da allora l’ACN può avviare le verifiche.
Si parte dalla situazione reale dell’azienda e si arriva a misure operative e documentate. Seguo la pianificazione, la documentazione e il confronto con le persone coinvolte, fino alla verifica degli interventi.
Verifico se l’azienda rientra tra i soggetti NIS2 e in quale categoria (essenziale o importante), e quali sedi, servizi e attività sono coinvolti. È il passaggio che stabilisce quali obblighi si applicano.
Faccio la gap analysis: metto a confronto ciò che esiste (misure tecniche, documenti, responsabilità, fornitori) con ciò che la norma richiede. Il risultato è l’elenco di ciò che manca, in ordine di priorità, tenendo conto delle attività già in corso e delle risorse disponibili.
Preparo politiche e procedure di sicurezza, il piano di trattamento dei rischi e i documenti per la continuità operativa e la gestione degli incidenti. Li definisco insieme a chi dovrà applicarli, perché restino coerenti con l’organizzazione.
Coordino l’avanzamento tra direzione, reparto IT e fornitori, definisco le responsabilità e porto alla direzione le decisioni da prendere. Accompagno le verifiche interne, il riesame e le azioni correttive, fino a controllare che le misure siano operative.
Come riferimento metodologico uso la ISO/IEC 27001, lo standard internazionale per i sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni. Collego gli aspetti tecnici alle responsabilità e ai processi aziendali.
Di norma no, se l’azienda è piccola e non opera in un settore per cui la direttiva vale a prescindere dalle dimensioni. Può però ricevere richieste di requisiti di sicurezza da clienti che sono soggetti NIS2, perché la direttiva include la sicurezza della catena di fornitura.
Sono le due categorie previste dalla norma, in base al settore e alle dimensioni. Gli obblighi di fondo sono gli stessi (misure di sicurezza, notifica degli incidenti). Cambiano i controlli e le sanzioni: i soggetti essenziali possono essere controllati anche senza segnalazioni di problemi e rischiano sanzioni più alte, quelli importanti di norma solo dopo indizi di violazione.
No: la NIS2 non richiede una certificazione. La ISO/IEC 27001 è uno standard utile come metodo e come riferimento per le misure, ma da sola non dimostra la conformità alla NIS2, e viceversa.
L’elenco dei servizi e dei sistemi principali dell’azienda, i referenti (direzione, IT, acquisti) e i documenti di sicurezza che esistono già, anche se incompleti.